Procedura

1.

Questionario

Il primo passaggio consiste nella compilazione di un questionario preliminare.

Ricostruiamo:

  • come è avvenuto il primo contatto;
  • cosa è stato promesso o rappresentato;
  • quali somme sono state versate;
  • quando è stato effettuato l'ultimo pagamento;
  • attraverso quale strumento è stato trasferito il denaro;
  • a chi risulta intestato il pagamento;
  • quali documenti e prove sono ancora disponibili;
  • quali iniziative sono già state intraprese.

Particolare attenzione viene dedicata alla tracciabilità del denaro e al tempo trascorso dal pagamento.

Bonifici, carte, piattaforme di pagamento, ricariche, money transfer e criptovalute presentano infatti caratteristiche differenti e richiedono valutazioni diverse.

2.

Tre domande, tre valutazioni

Al termine del primo screening vengono tenuti distinti tre aspetti:

1. Cosa è accaduto?
Si esaminano gli elementi della vicenda per verificare se emergano indicatori compatibili con una possibile condotta fraudolenta e se sia necessario un approfondimento giuridico.

2. Quanto è urgente intervenire?
Una somma trasferita poche ore prima richiede una valutazione diversa rispetto a un pagamento effettuato molti mesi prima. In determinate situazioni, il fattore tempo può incidere sulle possibilità operative.

3. Cosa può essere recuperato?
Si verifica preliminarmente la possibilità di individuare il destinatario delle somme, ricostruire i pagamenti e valutare quali strumenti possano essere concretamente presi in considerazione per tentare il recupero.

3.

Prima regola: non pagare ancora

Molte frodi non terminano con il primo versamento.

Alla vittima possono essere richiesti ulteriori importi per presunte tasse, commissioni, sblocchi del conto, spese amministrative o somme necessarie a recuperare il denaro già perso.

Esiste inoltre il rischio della cosiddetta recovery scam: qualcuno contatta la vittima sostenendo di poter recuperare quanto sottratto, chiedendo però un ulteriore pagamento anticipato.

Per questo uno degli obiettivi della procedura è anche interrompere tempestivamente l'eventuale catena dei versamenti.

4. CONSERVARE TUTTO

Chat, email, numeri telefonici, IBAN, ricevute, contabili bancarie, profili social, annunci, contratti, fotografie, documenti ricevuti, indirizzi di wallet e screenshot possono diventare elementi importanti per ricostruire quanto accaduto.

Non cancellare. Non modificare. Conservare.

Anche ciò che inizialmente sembra irrilevante può assumere importanza quando la vicenda viene ricostruita nel suo insieme.

Un approccio legale e psicologico

La truffa non produce necessariamente soltanto una perdita economica.

Vergogna, senso di colpa, paura del giudizio e difficoltà ad ammettere di essere stati ingannati possono portare la persona a chiedere aiuto troppo tardi o, in alcuni casi, a continuare a versare denaro nel tentativo di recuperare quanto già perso.

Per questo il progetto integra valutazione legale e supporto psicologico, mantenendo distinte le rispettive competenze professionali.

L'obiettivo non è giudicare la vittima per ciò che ha fatto.

L'obiettivo è capire cosa è successo, cosa deve essere fermato e cosa può ancora essere recuperato.